Contratti a prestazioni garantite per gli edifici – Daniele Forni (FIRE)

L’articolo di Daniele Forni, che qui riportiamo integralmente, è stato  pubblicato  nella Newsletter Fire n. 05 del 15 marzo 2017. L’articolo prende spunto da un confronto- organizzato nell’ambito di guarantEE- che ha visto protagonisti associazioni di ESCO, di proprietari e di inquilini e gli attori che operano per far incontrare domanda ed offerta

Il progetto europeo guarantEE sostiene la diffusione dei contratti a garanzia di prestazione (energy performance contract – EPC) negli edifici pubblici e privati. È interessante sottolineare alcuni dati emersi dal confronto, avvenuto nell’ambito del Progetto, tra le associazioni di ESCO, di proprietari e di inquilini, nonché di soggetti che nel pubblico e nel privato hanno fornito supporto per far incontrare domanda e offerta. Il dialogo e la trasparenza da parte di tutti gli attori che prendono parte ad un progetto EPC sono molto importanti per evitare la diffidenza in qualcosa che non è ben conosciuto e per farne comprendere i vantaggi. Il dialogo richiede tempo, nel caso dei condomini per esempio si deve iniziare con ripetuti contatti con i condòmini e l’amministratore prima di arrivare in assemblea. Gli enti locali possono avere un ruolo di supporto per contratti EPC tra privati (es. Comune di Padova con i condomini nel progetto PadovaFIT) o nell’edilizia sociale (es. Regione Liguria con EnerShift). Gli interventi realizzati, generalmente, sono impiantistici (generatore di calore e illuminazione), mentre si tende a intervenire anche sull’involucro, almeno per le parti di edificio più problematiche (es. primi e ultimi piani) dove c’è la contabilizzazione, che quindi può essere uno stimolo aggiuntivo al miglioramento dell’involucro edilizio. Si iniziano ad affrontare anche interventi di più ampio respiro, che permettono di arrivare in alcuni casi anche a edifici a energia quasi zero. I condomini con unità immobiliari dotate di riscaldamento autonome sono, invece, i più ostici e meno interessanti per l’applicazione di contratti EPC. Le detrazioni e il Conto Termico sono meccanismi di supporto molto utilizzati – indispensabili per edifici a energia quasi zero – e la cessione del credito li renderà ancora più interessanti. L’IVA al 10% per contratti EPC sarebbe un ulteriore aiuto, purtroppo però oggi funziona in senso opposto, perché a causa delle diverse interpretazioni molti operatori non la applicano per non rischiare. I contratti EPC sono spesso temuti per la loro complessità, in realtà possono essere più semplici di quanto si possa immaginare. Per singoli edifici una proposta è quella di partire dai diffusi e sperimentati contratti di servizio energia, aggiungendo elementi qualificanti che li rendano EPC. I benefici non energetici da considerare nelle valutazioni costi benefici sono la riduzione delle emissioni climalteranti, il maggior comfort, la riduzione del rumore, il rinnovo/tinteggiatura, etc. Il mercato invece non sembra ancora così sensibile all’efficienza e benché inizino ad esserci dei segnali ci vorrebbe qualcosa di più (come tabelle con il valore al metro quadrato in funzione della classe energetica). Nel caso di edifici domestici affittati al momento solo alcuni contratti liberi prevedono clausole per la ripartizione dei benefici dovuti al miglioramento dell’efficienza energetica. Le associazioni di inquilini e proprietari presenti all’incontro si sono dette favorevoli a valutare soluzioni e clausole contrattuali da inserire nel prossimo rinnovo degli Accordi Territoriali che disciplineranno i contratti di locazione di prossima scadenza. L’accesso al credito rimane una criticità per i contratti EPC; si attende la partenza del fondo di garanzia per l’efficienza energetica e si guarda all’offerta di prodotti finanziari che per esempio nell’ambito dei condomini negli ultimi cinque anni è cresciuta anche se nella maggior parte dei casi è richiesta la firma di tutti i condòmini. Sul sito del progetto verranno caricate a breve ulteriori informazioni e sarà disponibile il tool di precheck online per verificare se l’edificio può essere di interesse per un contratto EPC

 

http://www.fire-italia.org/prova/wp-content/uploads/2017/01/newsletter-2017-05.pdf

 

Print Friendly

Newsletter