Efficienza, il punto su Sistemi di gestione dell’energia (Sge) e contratti Epc Due eventi Fire

Dalla Staffetta Quotidiana Online del 14 aprile 2017: http://www.staffettaonline.com/articolo.aspx?ID=272462

A quasi sei anni dall’introduzione della norma Iso 50001 sulla certificazione dei Sistemi di Gestione dell’Energia (Sge), la Fire (Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia) ha riunito a Milano, il 10 aprile, alcuni attori coinvolti nella conferenza “Sistemi di gestione dell’energia: un trampolino per il futuro” per tracciare un bilancio.

Come riassunto dalla presentazione del Cti a cura di Antonio Panvini, la Iso 50001 è in revisione, in quanto deve uniformarsi alle Iso 9001 e 14001, recentemente aggiornate, con inchiesta da chiudersi entro gennaio 2018 e pubblicazione entro gennaio 2019. Delle norme della famiglia 5000x dipendenti da essa, alcune delle quali sono in lavorazione, Bruno Vitale (Secem) ritiene più importanti le Iso 50004 (linee guida per i Sge), 50006 (misura del rendimento energetico utilizzando le baseline energetiche e gli indicatori di performance) e 50015 (misura e verifica delle prestazioni energetiche).

Le valutazioni sull’applicabilità della Iso 50001 hanno tratto spunto dall’indagine sui sistemi di gestione certificati Iso 50001 in Italia, svolta da Fire, Cti e Cei l’anno scorso. Da esse risulta che all’interno delle organizzazioni i risparmi percepiti in seguito alla certificazione sembrano minori di quelli percepiti dagli esperti intervistati. Le difficoltà maggiormente riferite nell’implementazione della norma riguardano il tempo e le risorse richieste e l’adattamento dei dipendenti, mentre molto basse sono le difficoltà di natura tecnica e di preparazione del personale. Dai commenti ricevuti, emerge che occorre far crescere la cultura dell’efficienza energetica e che la Iso 50001 dovrebbe diventare obbligatoria o incentivata, ma richiede troppa burocrazia inutile. La Fire suggerisce, fra le migliorie da apportare alla norma, oltre a quelle necessarie per rimediare ai suddetti commenti, di favorire la penetrazione nella P.A., insistere sui benefici non energetici e promuovere un approccio olistico all’efficienza energetica, basato sull’economia circolare. Soprattutto, la Iso 50001 presenta carenze sulle misure, anche se a questo aspetto dovrebbero provvedere la Iso 50015 e l’Ipmvp (Protocollo Internazionale di Misura e Verifica delle Prestazioni). Vitale, descrivendo come svolgere la pianificazione, che è la prima fase del ciclo di Deming previsto dalla Iso 50001, ha sottolineato l’importanza delle interviste e dell’individuazione dei soggetti a cui somministrarle.

I punti deboli sopraccitati sulla Iso 50015, soprattutto la questione delle misure, sono stati ripresi nelle relazioni sulle esperienze di applicazione di Sge presso Acciaierie Bertoli Safau (Abs), Hera, Eni Power, Enel, Comune di Folgaria e Hitachi. In particolare, Giuseppe Giannotti (Eni Power) ha ricordato due grandi questioni che ostacolano la diffusione dei Sge: la difficoltà di scorporare la variazione dei consumi a seguito di interventi di efficientamento energetico, e quindi i benefici di questi ultimi, dalla variazione dovuta a fattori esterni (p.es. quelli climatici) o interni (p.es. andamento della produzione); e la difficoltà di individuare forme di risparmio energetico in processi consolidati. L’importanza di tali osservazioni è rafforzata dalle relazioni di Abs, Enel e della stessa Eni Power, in cui emerge che gli interventi, e quindi i risparmi, sono concentrati su servizi ausiliari rispetto alle attività principali e la loro valutazione è complicata dalle differenti richieste di mercato da un anno all’altro. Pierluigi Zilio (Hitachi) ha aggiunto, sulla difficoltà delle misure, che sbagliarle comporta sbagliare gli interventi; tuttavia, alcuni di essi sono a costo zero. Claudio Artioli (Hera) ha osservato che i benefici del Sge sono superiori alla Diagnosi Energetica (De) perché comporta una serie di attività che la De non richiede: in particolare, il coinvolgimento del top management e di tutto il personale, la necessità di una formazione valida interna all’azienda, il controllo e la verifica dei risultati ottenuti; ovviamente, il potenziale risparmio deve giustificare i costi del Sge. D’altro canto, Artioli ha confermato le difficoltà proprio nella misura e verifica e segnalato la scarsa chiarezza nella definizione di alcuni ruoli dell’organigramma, fra cui quello dell’Energy Manager. Inoltre, le linee guida del Mise per gli obbligati ex art. 8 Dee non contemplano le aziende con Sge certificato ed in generale le leggi correlate andrebbero armonizzate con la norma. In particolare, il DLgs 102/14 si riferisce ad un non meglio precisato concetto di “sito produttivo”, mentre la norma certifica un perimetro all’interno dell’organizzazione; ma la Iso 50003 torna a parlare di siti. Tuttavia, Artioli ha mostrato come diversi requisiti normativi dell’Allegato 2 del DLgs 102/14 possano ritenersi coperti dalle richieste della Iso 5001.

Occorre tuttavia tenere in debita considerazione gli svariati effetti positivi della Iso 50015, riassumibili nel dato, riportato da Alessandro Ficarazzo (Certiquality), dell’89% di soddisfazione fra le organizzazioni che l’hanno implementata. Le certificazioni rispondenti ad Accredia sono in continua crescita, ma con progressione maggiore nei siti esteri che in Italia ed in quelli acquisiti da società con casa madre in Germania, Uk e Francia.

Una tavola rotonda con Elena Battellino (Accredia), Panvini e Daniele Ranieri (Enea) si è incentrata sugli organismi di certificazione, in particolare sulla norma Iso 50003, ad essi dedicata, che entrerà in vigore tra qualche mese e che prevede tre parametri (consumo totale di energia, vettori energetici sottesi e usi energetici significativi) aggregati per definire, con un algoritmo, la complessità energetica. Ranieri si è espresso duramente sulla necessità di maggior rigore da parte dei tecnici che certificano: serve più deontologia professionale e gli organi di accreditamento dovrebbero a loro volta vigilare di più. Battellino ha replicato che le verifiche previste a carico di Accredia sono a campionamento e che, se si notano difformità, queste devono essere comunicate ad Accredia.

Di grande interesse, infine, la presentazione dello studio Roedl & Partners sulle problematiche normative e finanziarie dei Seu.

Fire ha inoltre organizzato, nello stesso giorno, il seminario “GuarantEE – La facilitazione dei contratti Epc”. Il sistema GuarantEE, illustrato da Daniele Forni (Fire), è nato per superare il problema degli incentivi contrapposti (split incentives) nei contratti Epc per efficienza energetica in strutture in affitto (ossia chi sostiene le spese dell’investimento non ne gode il pieno beneficio). Un primo obiettivo di GuarantEE è un “triple-win” per utente, proprietario dell’edificio e l’Esco a cui sia affidato l’intervento di efficienza energetica. Altri due documenti di GuarantEE sono dedicati a rendere più flessibili i contratti stessi (soprattutto riguardo alle clausole di recesso, alla semplificazione della misura e verifica ed all’utilizzo dei finanziamenti pubblici) ed all’integrazione con la norme Iso 50001 e quelle sulla diagnosi energetica.

Le esperienze di Epc per efficienza energetica riferite durante il seminario riguardano la PA. Silvio De Nigris (Regione Piemonte) ha spiegato la differenza fra gli approcci “bundling” e “pooling”: nel primo, l’autorità appaltante, per esempio la Regione, seleziona gli edifici di varie autorità sottostanti (p.es. i Comuni) su cui intervenire; nel secondo, più semplice e maggiormente sperimentato, sono raggruppati tutti gli edifici appartenenti ad una singola autorità. La Regione Piemonte ha lanciato il Progetto 2020Together per edifici pubblici, che si divide in un programma di cambio caldaie e riqualificazione delle centrali termiche di circa 200 edifici del comune di Torino (approccio pooling) con contratto Epc di 5 anni, risparmi garantiti del 10% ed investimenti per 11 Mln Eur complessivi; ed in uno di riqualificazione energetica di 18 edifici pubblici con fornitura di combustibile ed energy management per comuni medio piccoli (approccio bundling) con contratto Epc di 13 anni, risparmi garantiti del 61% ed investimenti per 3 Mln Eur. Inoltre, la Regione Piemonte è attiva nel progetto Peace_Alps per assistenza tecnico centralizzato per supportare la PA in modo congiunto nell’attuazione dei Paes.

Piergabriele Andreoli (Aess Modena) ha citato i progetti a carico della sua Agenzia (Elena Provincia di Modena; Marte; Lemon) e si è soffermato su alcuni aspetti giuridico-finanziari. A partire dal primo Conto Termico, grazie all’accesso alle Esco che realizzano interventi di riqualificazione energetica per Enti Pubblici con incentivazione diretta da parte del Gse, Aess ha finalmente potuto proporre tali interventi con tempi di ritorno accettabili ed investimenti per quasi 20 M€. Le gare indette da Aess vedono come categoria prevalente il servizio di rendimento energetico (introdotto dal D.Lgs.115/2008 e ripresi nell’Allegato 8 del D.Lgs.102/2014 come un servizio di miglioramento dell’efficienza di edifici/ impianti di proprietà della P.A. a fronte di un corrispettivo correlato all’entità dei risparmi ottenuti), ma è opportuno includere la fornitura di energia come garanzia del contratto per le banche che finanziano le Esco.

Giovanni Pivetta (Habitami) ha invece trattato i problemi dei progetti Epc per l’efficientamento energetico nei condomini, con giudizi poco teneri, ma purtroppo confermati dall’esperienza, sui vari attori coinvolti: dai manutentori che non hanno interesse a tarare opportunamente gli impianti in modo da essere chiamati più spesso per interventi, alle utilities interessate a vendere più materia prima, alla stessa Uni, che nella norma 10200 (sulla ripartizione delle spese di riscaldamento nei condomini) ha omesso forme per la compensazione della maggior dispersione termica, di fatto involontaria, degli appartamenti collocati alla periferia degli edifici rispetto a quelli collocati internamente. Pivetta ha tuttavia sottolineato l’importanza degli studi tecnici, che dovrebbero essere incaricati della progettazione e direzione lavori, e degli operatori del mercato immobiliare, che dovrebbero porre maggiore enfasi sull’efficienza energetica nella valutazione degli immobili posti in vendita.

Ha concluso i lavori Massimo Berka (Biogaservizi) con una dettagliata e pregevole presentazione sul finanziamento dei contratti Epc, tuttavia incentrata sul caso, fuori tema, degli impianti a biogas.

 

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